Introduzione

L’INPS, con il messaggio n. 639/2025, ha fornito le istruzioni operative per la corretta gestione delle dimissioni per fatti concludenti nell’ambito del flusso Uniemens.
Le novità derivano dal Collegato Lavoro (art. 19, L. n. 203/2024), che ha introdotto un nuovo comma 7-bis nell’art. 26 del D.Lgs. n. 151/2015, in vigore dal 12 gennaio 2025.
Vediamo nel dettaglio cosa prevedono le nuove disposizioni e come devono comportarsi i datori di lavoro in caso di risoluzione del rapporto di lavoro per fatti concludenti.


Dimissioni per Fatti Concludenti: Cosa Prevede la Legge

Con il Collegato Lavoro, è stata introdotta una nuova procedura semplificata per le dimissioni in caso di assenza ingiustificata del lavoratore.

Quando si applicano le dimissioni per fatti concludenti

Le dimissioni per fatti concludenti si applicano nei seguenti casi:

  • Assenza ingiustificata del lavoratore per un periodo superiore al termine previsto dal CCNL applicato;
  • In mancanza di una previsione contrattuale, l’assenza deve protrarsi per oltre 15 giorni consecutivi.

Procedura per il datore di lavoro

In caso di assenza ingiustificata prolungata, il datore di lavoro può:

  • Comunicare l’assenza all’Ispettorato Territoriale del Lavoro (INL), che potrà verificare la veridicità della comunicazione;
  • Considerare il rapporto risolto per volontà del lavoratore, senza dover applicare la consueta procedura telematica per le dimissioni volontarie.

Il lavoratore ha comunque diritto di dimostrare che l’assenza è stata causata da:

  • Forza maggiore;
  • Circostanze imputabili al datore di lavoro.

Ruolo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL)

L’INL ha un ruolo chiave nel controllo della procedura di risoluzione per fatti concludenti.

Se l’INL accerta che la comunicazione non è veritiera:

  • Può dichiarare inefficace la risoluzione del rapporto di lavoro;
  • Il lavoratore ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro;
  • Il datore di lavoro dovrà ricevere comunicazione ufficiale da parte dell’INL tramite PEC.

In caso di dichiarazione di inefficacia della risoluzione, il datore di lavoro è tenuto a:

  • Procedere alla ricostituzione del rapporto di lavoro;
  • Riconoscere i contributi previdenziali per il periodo di sospensione.

Dimissioni per Fatti Concludenti e NASpI

Le dimissioni per fatti concludenti non danno diritto alla NASpI.

Secondo l’art. 3 del D.Lgs. n. 22/2015, il diritto alla NASpI è riconosciuto solo in caso di:

    • Cessazione involontaria del rapporto di lavoro;
    • Licenziamento o risoluzione consensuale a seguito di conciliazione.

In caso di dimissioni per fatti concludenti:

  • Il datore di lavoro non è obbligato a versare il contributo per la NASpI previsto dall’art. 2, comma 31, della Legge n. 92/2012 per i rapporti a tempo indeterminato;
  • Il lavoratore non può accedere alla NASpI poiché la cessazione è considerata volontaria.

Compilazione del Flusso Uniemens per le Dimissioni per Fatti Concludenti

Dal 12 gennaio 2025, le interruzioni del rapporto di lavoro per dimissioni per fatti concludenti devono essere correttamente comunicate nel flusso Uniemens.

Nuovo codice Uniemens per le dimissioni per fatti concludenti

Per la gestione di queste interruzioni è stato introdotto il nuovo codice:

“1Y” – Risoluzione rapporto di lavoro articolo 26, DLgs 14 settembre 2015, n. 151, comma 7 bis

Come compilare il flusso Uniemens

  1. Selezionare il codice evento “1Y”;
  2. Indicare la data di cessazione del rapporto di lavoro;
  3. Specificare il motivo della risoluzione come dimissioni per fatti concludenti;
  4. Verificare la corretta trasmissione del modello Unilav all’INPS.

La corretta compilazione del flusso Uniemens è essenziale per evitare contestazioni o errori contributivi.


Obblighi del Datore di Lavoro

Per evitare sanzioni o contestazioni, il datore di lavoro deve:
– Informare il dipendente sulla procedura prevista per le dimissioni per fatti concludenti;
– Attendere il termine contrattuale o i 15 giorni di assenza prima di procedere alla risoluzione;
– Comunicare la risoluzione all’INL tramite PEC;
– Aggiornare correttamente il flusso Uniemens con il codice “1Y”.


Conclusione

Le dimissioni per fatti concludenti rappresentano una novità significativa per i datori di lavoro e richiedono una gestione attenta per evitare problematiche legali e contributive.
Seguire correttamente le istruzioni Uniemens e le disposizioni dell’INPS consente di evitare contestazioni e di mantenere una corretta gestione del rapporto di lavoro.